Binocoli, cannocchiali, monocoli: i migliori del 2019, guida, prezzi, informazioni, come scegliere

Non li si trova facilmente in ogni casa, ma binocoli, cannocchiali e monocoli rappresentano strumenti indispensabili per chi ama passeggiare all’aria aperta, dedicarsi al birdwatching, o semplicemente vedere più da vicino un punto lontano. Attenzione però, perché detti strumenti, pur essendo tra loro similari, si rivelano tuttavia differenti – nelle caratteristiche da valutare – quando bisogna considerarne lo specifico utilizzo, in base a quello che è il proprio hobby. A titolo esemplificativo, e analizzando più da vicino il binocolo, gli appassionati di escursioni o di alpinismo potranno scegliere un dispositivo con obiettivi tra i 30 e 50 mm, con un rapporto di ingrandimento variabile tra i 7x e i 10x; laddove invece, se ci si muove in barca, sarà preferibile optare per un modello rivestito in gomma, waterproof, con obiettivi tra i 40 e 50 mm, e ingrandimento 7x.

Dedichiamoci quindi ai tratti peculiari di ciascuno degli strumenti ottici citati, dando inizio alla trattazione con il binocolo e con quelli che sono i fattori decisivi per una giusta scelta.

Come scegliere un binocolo: caratteristiche e parametri di riferimento

Disponibile in ogni dimensione, peso ed ingrandimento, il binocolo è uno strumento ottico formato da due cannocchiali abbinati per ingrandire oggetti distanti con visione binoculare. Ed è la visione binoculare – come vedremo dettagliatamente più avanti – ciò che diversifica il predetto strumento dal cannocchiale, offrendo quindi un’osservazione migliore perché “contemplante” l’utilizzo di entrambi gli occhi per la visualizzazione di un dato oggetto.

Preliminare alla scelta del proprio binocolo è l’uso che di esso se ne desidera fare, perché, come poc’anzi anticipato, il commercio mette a disposizione più tipologie di tale strumento, ognuna delle quali si rivela più consona ad un utilizzo piuttosto che ad un altro. In relazione a questo aspetto, allora, sarà essenziale conoscere la “combinazione” idonea a detto utilizzo, riferendoci alle caratteristiche tecniche sempre indicate insieme: il numero degli ingrandimenti (cioè quante volte un oggetto si vede più grande rispetto alla realtà effettiva), e il diametro delle lenti più grandi (ossia i due obiettivi siti all’esterno del binocolo). Riconoscere detta combinazione è estremamente agevole, perché inserita accanto al nome dello specifico modello: la scritta 10×42 significa, ad esempio, che il binocolo in oggetto è in grado di ingrandire dieci volte cioè che si sta osservando, e offre obiettivi con un diametro da 42 mm. Ed è estremamente importante quale fattore da valutare, poiché “determinante” altre qualità del binocolo, come la luminosità dell’immagine e l’ampiezza del campo visivo.

Scegliere il binocolo in base all’uso consente inoltre di fare un acquisto sensato, senza sciupare denaro, ma al contempo senza spendere una cifra troppo al di sotto dei propri bisogni. A titolo esemplificativo, si opterà per uno strumento “a combinazione classica” (che combina cioè luminosità e leggerezza) per osservazioni più prolungate, anche se non nelle migliori condizioni di luce, mentre se ne preferirà uno “a combinazione crepuscolare” se si predilige l’osservazione all’alba o al tramonto. I classici modelli della prima tipologia sono l’8×30 ed il 7×42, mentre quelli appartenenti alla seconda hanno come riferimento l’8×56.

Fatta questa doverosa premessa, ci occupiamo, nei paragrafi che seguono, degli imprescindibili criteri-base da seguire in sede di acquisto.

Tipologie di prismi

Una buona resa visiva è determinata dalla tipologia di prismi montati sul binocolo, dai trattamenti applicati alle superfici ottiche e dai materiali utilizzati. Rimandando gli ultimi due aspetti al paragrafo successivo, ci occupiamo in questa sede dei prismi, facendo però preventivamente un’importante considerazione. La luce che attraversa l’obiettivo del binocolo crea un’immagine che giunge “rovesciata” all’occhio di chi la osserva, e che va dunque “raddrizzata”. Come? Proprio mediante i prismi, di cui si distinguono due tipologie: i prismi di Porro ed i prismi a tetto.

  • Prismi di Porro. Così chiamati dal nome del suo inventore, costituiscono la più semplice tipologia costruttiva, e dunque la più economica. Dal minor numero di rifrazioni dell’immagine, presentano tuttavia lo svantaggio del peso, trattandosi di due prismi adiacenti alquanto “massicci”.
  • Prismi a tetto. Più piccoli, robusti e compatti dei precedenti, i prismi a tetto – così definiti per via della forma caratteristica, quella, cioè, di uno degli spigoli – sono di maggiore complessità realizzativa: sono infatti forniti di più superfici, che richiedono assoluta precisione, per non inficiare la limpidezza dell’immagine. Ciò spiega il loro costo generalmente superiore ai prismi di Porro.

Trattamenti e materiali adoperati

Una piccola parte del fascio luminoso riflesso è disperso ogni qualvolta “viene a contatto” con una superficie (anche se di vetro, come nel caso specifico), il che richiede non solo che il vetro adoperato abbia un basso indice di rifrazione, ma pure che le superfici “percorse” dal fascio luminoso stesso siano caratterizzate da specifici rivestimenti che ne riducano la dispersione. Si parla in questo caso di “coating”, “coniugato” in modalità differenti in base al numero degli strati applicati ed al numero di superfici: Coated (C),  Multi Coated (MC), Fully Coated (FC), Multi Fully Coated (MFC).

Per quanto concerne invece i materiali – anch’essi “concorrenti” a determinare la qualità dell’immagine – ci riferiamo, come è facilmente intuibile, essenzialmente al vetro, per lo più di due tipi: il BaK4 e il BK7. Esaminiamone brevemente le caratteristiche e differenze.

  • BaK4: vetro al crown-bario, presenta un basso indice di rifrazione ed una bassa dispersione della luce, caratteristiche che lo rendono molto utilizzato nella fabbricazione dei gruppi ottici dei migliori binocoli.
  • BK7: vetro borosilicato dalla grande resistenza e trasparenza, è particolarmente adatto per la trasmissione della luce.

Luminosità

Come anticipato, dalla combinazione numero degli ingrandimenti/diametro delle lenti obiettivo dipende la luminosità trasmessa dal binocolo – cioè il quantitativo di luce che “entra” dall’obiettivo e quello che “esce” dagli oculari – e l’ampiezza del campo visivo. Concentrandoci in questa sede sulla luminosità, sottolineiamo che essa è indicata con le espressioni “indice di luminosità” o “pupilla in uscita”: il valore, espresso in millimetri, esprime il diametro del fascio di luce che esce dall’oculare, in altri termini lo spazio utile alla pupilla dell’occhio per vedere attraverso lo strumento. Maggiore è questo valore, maggiore sarà la luminosità del binocolo, ossia la capacità di captare la luce.

La pupilla in uscita si può osservare indirizzando il binocolo verso una sorgente luminosa ed osservandolo dal lato degli oculari ad una distanza di almeno 30 cm: su ciascun oculare si noterà un cerchietto luminoso prodotto dalla luce in uscita. Il rapporto tra il diametro delle lenti obiettivo e il numero degli ingrandimenti dà il diametro della pupilla in uscita (volendo fare un esempio, un binocolo 10×50 avrà una pupilla in uscita di 5 mm).

È importante conoscere l’indice di luminosità dello strumento in oggetto in quanto esso influirà sulla possibilità di adoperare detto strumento esclusivamente di giorno, con luce piena, oppure anche in caso di scarsa luminosità (all’alba o al tramonto): il diametro della pupilla in uscita è infatti proporzionato a quello della pupilla umana, variabile però in base alla luce.

Campo visivo

Estrinsecantesi nel numero di ingrandimenti  compiuti dal binocolo, il campo visivo costituisce la “misura” della parte di terreno che il binocolo stesso consente di osservare a distanza. Può essere espresso in metri – e si individua la lunghezza della porzione percepibile da una distanza di 1000 m (ad esempio 110 m) – oppure in gradi – ed allora è indicata l’ampiezza dell’angolo del cono visivo “circoscritto” dal binocolo ( ad esempio 5°). Maggiore è il numero di ingrandimenti effettuato dal dispositivo, più ridotta è la parte di terreno osservabile, così come, al contrario, minore è il predetto numero, più estesa è quella parte che esso dispositivo consente di “cogliere”. E di conseguenza, se la propria esigenza è ad esempio quella di osservare gli animali in modo “particolareggiato”, allora si necessiterà di un discreto numero di ingrandimenti; laddove l’osservazione di animali in movimento entro una visuale alquanto vasta richiederà invece un minor numero di ingrandimenti. Tutto, quindi, è strettamente legato alle personali, specifiche, esigenze.

Comfort

È importante poter adeguare il binocolo alla forma del proprio viso ed alla propria vista, soprattutto se si portano gli occhiali: ecco perché esso dovrebbe prevedere determinate regolazioni che ne permettano l’utilizzo in maniera agevole a qualunque individuo. Le consideriamo brevemente qui di seguito.

  • Messa a fuoco. Raggiunta mediante un’apposita rotella, ha lo scopo di visualizzare con la maggiore nitidezza possibile l’oggetto che si intende osservare. Per lo più centrale – cioè la predetta rotella è situata tra i due tubi – può anche essere indipendente, nel senso che ogni oculare è fornito di una ghiera di regolazione, e la messa a fuoco è gestita, appunto, indipendentemente.
  • Rilievo oculare. È una regolazione dalla doppia funzione, poiché consente, da un lato, di poggiare il binocolo al viso, e, dall’altro, di far “coincidere” la pupilla in uscita con la pupilla dell’osservatore. Si ottiene mediante due “coppe” morbide collocate agli oculari, che possono essere estratte e regolate in base alla lunghezza che si desidera. Si distinguono la coppa estraibile, dalla maggiore possibilità di personalizzazione, e quella pieghevole, di minore flessibilità essendo le coppe ripiegabili in due sole posizioni.
  • Aggiustamento diottrico. Importante per mettere a fuoco in modo corretto l’immagine con ambedue gli occhi, è spesse volte presente anche nei modelli di fascia bassa. Generalmente la ghiera per detto aggiustamento è situata sull’oculare destro.
  • Distanza interpupillare. Per un uso corretto dello strumento in esame è necessario che gli oculari dello stesso possano adattarsi in modo perfetto alle proprie pupille. E la distanza interpupillare è la distanza tra il centro di una pupilla e quello di un’altra.

Anche se non strettamente legate al comfort di un binocolo, altre caratteristiche “intervengono” al riguardo. Ci si riferisce al peso e alle dimensioni, e all’attacco per supporti fissi.

  • Peso e dimensioni. Dipendente in gran parte dalle lenti, ed in misura minore dagli altri componenti, il peso, quanto alla “portabilità”, si individua in un range oscillante tra i 700 g ed 1 kg, con dimensioni 20×20 cm. I dispositivi più grandi, con un numero maggiore di ingrandimenti ed un obiettivo più largo, si rivelano più indicati per un utilizzo da una postazione fissa (come i binocoli astronomici, ad esempio).
  • Attacco per supporti fissi. Un treppiede risulta di estremo aiuto in caso di osservazione da punto fisso, come nell’osservazione astronomica. Attenzione, però, al numero di ingrandimenti, che devono essere 10 o più, in quanto, andando oltre, l’osservazione sarebbe “compromessa” dalla naturale oscillazione della mano. Ecco perché risulta importante la scelta di un binocolo già provvisto di un attacco che consenta l’utilizzo di detti supporti, senza la necessità di ricorrere ad elementi supplementari.

Solidità e design

Con il termine solidità ci si riferisce a quelle caratteristiche strutturali che fanno del binocolo – portato con sé all’aria aperta – uno strumento capace di “resistere” ad eventuali agenti atmosferici o cadute, o al contatto con lo sporco, sia nei boschi, che in montagna, o al mare. Caratteristiche elencate qui di seguito.

  • Impermeabilizzazione. Rappresenta “il minimo” per un buon prodotto, perché in caso contrario polvere o acqua si insinuerebbero nei tubi del binocolo, compromettendone la visione.
  • Rivestimento. Per far fronte a possibili colpi o fortuite cadute, è di fondamentale importanza che i tubi presentino un buon rivestimento, come la gomma morbida. Un materiale che, tra l’altro, si rivela anche antiscivolo, per consentire una salda presa in caso di mani un po’ sudate o in presenza di pioggia.
  • Riempimento. È importante verificare, in sede di acquisto, che il riempimento del binocolo sia anticondensa. In presenza di forti escursioni termiche, infatti, quando si adopera all’aperto il predetto binocolo – specie se esso è riempito ad aria – può verificarsi la condensa interna. Un buon prodotto, in tal caso, è quello riempito con gas non soggetti alla condensazione, come l’azoto.

Per quanto concerne il design, si è fatto or ora riferimento al rivestimento del binocolo, un rivestimento in gomma che protegge la struttura da possibili colpi durante l’utilizzo o il trasporto. Aggiungiamo giusto qualche nota in merito al colore, solitamente verde o nero, quale richiamo alla natura.

Accessori

Anche gli accessori rappresentano un importante parametro di cui tener conto in sede di acquisto, perché di estrema utilità per utilizzare e portare il binocolo con sé in tutta sicurezza. Eccolo elencati qui di seguito.

  • Custodia, morbida, rigida o semirigida a seconda dei casi
  • Tracolla, di cui servirsi per avere sempre a portata di mano il proprio dispositivo
  • Coprilenti (non sempre presente negli accessori-base), per preservare le lenti da sporco e graffi
  • Kit di pulizia, costituito nella maggior parte da un panno in microfibra per la pulizia delle lenti, a cui si possono aggiungere – come acquisto a parte – soluzioni specifiche per una più accurata pulizia
  • Attacco per supporti fissi, treppiede, protezione antipioggia, accessori da acquistare separatamente, in presenza di specifiche necessità

Cannocchiale: caratteristiche e guida alla scelta

Come il binocolo, anche un altro strumento ottico consente di dedicarsi all’osservazione degli oggetti terrestri, siano essi animali o parti del paesaggio: parliamo del cannocchiale, atto a rendere visibile in modo nitido oggetti situati lontano, cogliendone aspetti non percepibili ad occhio nudo. È costituito da un tubo che funge da supporto a due lenti o sistemi di lenti, l’obiettivo e l’oculare: l’obiettivo “forma” un’immagine reale, rovesciata, e ridotta, l’oculare ingrandisce l’immagine così prodotta dall’obiettivo.  Generalmente sistema obiettivo e sistema oculare sono di facile individuazione poiché situati alle due estremità del tubo – con l’oculare dal lato dell’osservatore – ma talora detta distinzione non risulta così chiara.

Come evidenziato per il binocolo, anche per il cannocchiale è necessario, prima di procedere all’acquisto,  definire l’utilizzo al quale esso sarà destinato, poiché alcuni modelli, ad esempio, si riveleranno più adatti ad osservare gli uccelli, altri invece gli oggetti terrestri immobili. “Interviene” al riguardo, come dato da considerare, il tipo di sistema ottico di cui è fornito il cannocchiale, perché incidente sulla chiarezza e sulla maggiore o minore visualizzazione dei dettagli. Introduciamo così dunque i parametri da considerare al momento della scelta, che saranno brevemente esposti nel paragrafo seguente.

I parametri di riferimento

Sono gli stessi validi per il binocolo. E quindi innanzitutto il numero degli ingrandimenti e il diametro delle lenti obiettivo – la cui combinazione determinerà la luminosità dell’immagine osservata e l’ampiezza del campo visivo – nonché il tipo di rivestimento antiriflesso (“coating”) delle lenti di uno specifico modello (e pure per il cannocchiale, come per il binocolo, si farà riferimento alle diciture Coated, Multi Coated, Fully Coated, e Multi Fully Coated). Non andrà trascurato il materiale delle lenti, ovviamente il vetro, presente, anche in questo caso, nelle categorie BK7 e BaK4.

Bisognerà poi valutare che le caratteristiche strutturali dello strumento in oggetto ne consentano un uso all’esterno, in varie condizioni atmosferiche e di visibilità: occhio, dunque, al rivestimento impermeabile, al peso e alle dimensioni. E, ancora, saranno da considerare – in sede di acquisto – la comodità di utilizzo e il regolare funzionamento del cannocchiale, e gli accessori a corredo.

Per quanto concerne il primo fattore, ci si riferisce essenzialmente all’impugnatura, che deve essere ergonomica ed antiscivolo, così da evitare che il cannocchiale cada di mano durante l’osservazione. Ma anche al rilievo oculare – ossia la parte dell’oculare che entra il contatto con il viso dell’utilizzatore – in quanto il materiale di realizzazione ne determina il maggiore o minore comfort: l’ideale sarebbe un rivestimento in gomma, che aderisca in modo delicato alla zona oculare del viso, consentendo al tempo stesso di assumere una posizione comoda a lungo. “Integra” invece sia la comodità d’uso che il buon funzionamento dello strumento la messa a fuoco, in genere manuale e non dissimile di molto da quella del binocolo. Con lo “scopo” di visualizzare con la maggior nitidezza possibile l’oggetto, si sostanzia per lo più in una tradizionale rotella e si trova quasi sempre subito prima dell’oculare, mentre invece nel binocolo è sita tra i due oculari.

E giungiamo agli accessori, che facilitano  le prestazioni del cannocchiale o la sua praticità di utilizzo. La borsa tracolla o la custodia per il trasporto sono i più comuni, ma non va tralasciato il treppiede, necessario per quei dispositivi che hanno bisogno di stabilità (specie se con un notevole ingrandimento). I modelli particolarmente sofisticati, poi, sono sovente forniti di un apposito supporto per collegare lo smartphone all’oculare e scattare fotografie mediante la fotocamera di quest’ultimo.

Monocolo: tratti peculiari e fattori decisivi per l’acquisto

Dopo il binocolo ed il cannocchiale, ci occupiamo del monocolo, uno strumento che agevola la visione a distanza ingrandendo le immagini, utilizzando però, differentemente dai primi, un occhio solo. La sua struttura è rappresentata da un supporto metallico tubolare, generalmente inossidabile e inalterabile, ma le parti fondamentali sono l’oculare, prossimo all’occhio dell’utilizzatore, e l’obiettivo, al lato opposto.

Sempre “a portata di mano”, il dispositivo in oggetto viene preferito per la sua praticità e il suo scarso ingombro, da non sottovalutare in occasione di escursioni o lunghe passeggiate ad esempio, quando anche un guadagno minimo in termini di spazio è un quid plus. La forma compatta e la più agevole messa a fuoco lo rendono inoltre più semplice e rapido nell’uso se paragonato ad un binocolo. Un uso, quello del monocolo, che essendo calato in un contesto “mobile”, può essere visto come limitazione alle sue effettive “risorse”: difficilmente infatti, impugnandolo, lo si potrà fissare nello spazio con una totale stabilità. Ciò spiega l’esistenza in commercio di modelli fissati su treppiedi, che garantiscono solidità e permettono di conseguenza all’utilizzatore una visione nitida, grazie anche alla possibilità di regolare la potenza (sottolineiamo, in merito, che la potenza di ingrandimento  varia tra 15x e 60x). Si tratta di prodotti equiparabili ai telescopi, dal costo ovviamente più impegnativo. Alcune circostanze, poi, vedono maggiormente consigliabile il monocolo e non il binocolo: ci si riferisce sia a quei disturbi visivi che, seppur lievi, compromettono l’uso di uno dei due occhi, sia a quei casi di elevati livelli di miopia per uno soltanto dei due occhi.

Esaminate brevemente le caratteristiche più importanti del monocolo, ci si chiede come procedere alla scelta “migliore” per sé, quella cioè rispondente alle proprie necessità. Premesso che – come è facilmente intuibile – qualità di realizzazione ed ampiezza delle prestazioni offerte “fanno la differenza”, giustificando di conseguenza anche un costo maggiore, c’è al tempo stesso da dire che il neofita potrà cominciare ad utilizzare un monocolo di minor prezzo, sicuramente di standard inferiore, ma tuttavia adeguato per una fase iniziale. Fase a cui poi potrà seguire, nel corso del tempo, l’acquisto di un prodotto di maggiore prestigio, più preciso e funzionale, sino a giungere – eventualmente – ad  un modello professionale, impermeabile e con l’impugnatura in gomma, per una presa salda e sicura. Non va infine trascurata l’esistenza in commercio di monocoli potenti, capaci di assicurare un’elevata risoluzione anche in presenza di nebbia.

 

Per maggiore chiarezza, riassumiamo le diverse tipologie di strumenti ottici con la tabella riepilogativa riportata qui di seguito.

Tipologie di strumenti ottici: struttura e parametri di riferimento

Tipologia di strumento otticoCaratteristiche strutturaliParametri di riferimento
BinocoloDispositivo costituito da due cannocchiali abbinati per l'ingrandimento di oggetti lontani con visione binoculare.- Destinazione d'uso: fondamentale, al riguardo, conoscere la relativa "combinazione" (numero degli ingrandimenti e diametro delle lenti obiettivo).
- Tipologie di prismi: prismi di Porro e prismi a tetto.
- Trattamenti ("coating") e materiali utilizzati (vetro, BaK4 e BK7).
- Luminosità, indicata con l'espressione "pupilla in uscita"(diametro del fascio di luce che esce dall'oculare).
- Campo visivo, cioè l'estensione della parte di terreno che il binocolo permette di osservare a distanza. Espresso in metri oppure in gradi.
- Comfort, relativo a determinate regolazioni (messa a fuoco, rilievo oculare, aggiustamento diottrico, distanza interpupillare) che consentono a qualunque utilizzatore di servirsi del binocolo in modo agevole. Non legate alla comodità della visione sono il peso e le dimensioni, e l'attacco per supporti fissi.
- Solidità, con riferimento alla capacità del binocolo di resistere ad agenti atmosferici, cadute, sporco.
- Design: rivestimento in gomma, colore verde o nero.
- Accessori (custodia, tracolla, coprilenti, kit di pulizia, attacco per supporti fissi, treppiede, protezione antipioggia, questi ultimi tre solitamente da acquistare a parte.
CannocchialeStrumento formato da un tubo quale "supporto" a due lenti o sistemi di lenti: l'obiettivo, che si volge verso l'oggetto, di cui dà un'immagine rovesciata, e l'oculare, fissato a distanza regolabile dall'obiettivo, che dà l'immagine ingrandita dell'oggetto.Sono sostanzialmente analoghi a quelli richiesti per il binocolo. Quale apprezzabile differenza si segnala che la messa a fuoco - rientrante nella comodità di utilizzo - si trova per lo più subito prima dell'oculare (mentre nel binocolo è tra i due oculari). Tra gli accessori, poi, è possibile anche trovare, nei modelli più avanzati, un apposito supporto per collegare lo smartphone all'oculare e realizzare foto mediante la fotocamera di quest'ultimo.
MonocoloCostituito da un supporto metallico tubolare, vede quali sue parti fondamentali l'oculare, prossimo all'occhio dell'utilizzatore, e l'obiettivo, alla parte opposta.Qualità nella realizzazione del prodotto ed ampio ventaglio di prestazioni assicurate sono fattori discriminanti, ma chi si avvicina per la prima volta al monocolo potrà indirizzarsi verso un modello economico.
Pratico e di ingombro contenuto, il dispositivo in oggetto è da preferire (al binocolo) in determinate situazioni: si fa riferimento a quei disturbi visivi, che anche se non gravi inficiano l'utilizzo di uno dei due occhi, e a quei casi di alta miopia per uno solo dei due occhi.

Prezzi e marche specializzate

Una volta scelto lo strumento ottico più “aderente” ai propri bisogni – tra binocolo, cannocchiale e monocolo – non resta che procedere all’acquisto. Ma quali sono i prezzi? Variabili per tutti e tre, si diversificano per le caratteristiche e le prestazioni offerte, e per i materiali ed i rivestimenti adoperati, ma l’ampia offerta di mercato consente di far fronte a qualsivoglia esigenza: un prodotto di costo inferiore non è sinonimo di cattiva qualità, perché ciò che può cambiare è ad esempio il vetro con cui è stato realizzato il gruppo ottico, o la qualità del trattamento antiriflesso. Ed infatti, per la maggior parte degli utilizzatori, un dispositivo di media qualità sarà più che soddisfacente. Possiamo comunque distinguere tre fasce di prezzo, da quella bassa, a quella media, a quella alta.

Cominciando con il binocolo, si va da cifre inferiori a 200 Euro, a cifre tra i 300 e gli 800 Euro, sino ad arrivare a modelli di costo superiore ai 1000 Euro, che costituiscono il top di gamma. Per il cannocchiale, invece, il range di riferimento è tra i 50 ed i 200 Euro, partendo dalla fascia economica e giungendo a quella alta. Il monocolo, infine, vede i prezzi oscillare tra un minimo di 10-20 Euro circa ad un massimo di 200-300 Euro circa.

E le marche specializzate? A quali rivolgersi per un buon acquisto? Premesso che in questo settore il brand riveste estrema importanza, le migliori aziende produttrici di binocoli sono Zeiss, Leica, e Nikon, ma vanno citati anche altri nomi, che offrono un buon compromesso qualità-prezzo, rivelandosi per tal motivo maggiormente alla portata di tutti: Vortex, Canon, Bresser e Bushnell sono qualche esempio. Celestron, Uscamel, BNISE, ma anche Vortex, National Geographic, e le precitate Nikon e Bushnell sono invece le marche di riferimento per quanto concerne i cannocchiali e i monocoli. Ricordiamo che un’azienda conosciuta, oltre che sinonimo di affidabilità, è anche sinonimo di un’assistenza clienti precisa ed efficiente qualora dovessero sorgere problematiche successive all’acquisto, cosa che non è detto si riscontrerebbe con un marchio meno rinomato.

Ilaria Galiano

Creativa e fantasiosa, ma anche riflessiva e determinata. Laureata in Giurisprudenza “atipica”, seguo e coltivo i miei sogni e le mie effettive ambizioni, emersi preponderatamente. Appassionata di scrittura e “curiosa” di ogni piccola grande novità tecnologica, fornisco agli utenti utili consigli in merito a prodotti che possono semplificare, migliorandola, la vita di tutti i giorni. Per un aiuto in quella che è la scelta più rispondente alle proprie esigenze.

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